C’erano una volta, in un cortile di erba alta e cielo basso, due anime che più diverse non potevano essere.
Lei, Chiara, posata come una sovrana in esilio volontario, con lo sguardo che sembra andare oltre i confini del presente. Nel suo manto di avorio e carbone c’è tutta la grazia delle creature che non hanno bisogno di farsi notare; è l’autorevolezza gentile di chi detta le regole senza alzare la voce, la fermezza di chi, se anche tace, non smette mai di guidare.
E poi c’era lui, Pongo. Piccolo, scuro, vivace come una scintilla caduta su un campo secco. Corre, si agita, inventa disordini con la leggerezza di un clown e la furbizia di un ragazzino di strada. Ma sotto la corazza di ironia, custodisce un coraggio antico, è il primo ad alzarsi in difesa, l’ultimo a tirarsi indietro quando l’altro ha bisogno. Non c’è pericolo che non affronterebbe, pur di proteggere ciò che ama.
Due mondi in collisione, eppure perfettamente coesi.
Chiara, che lo guarda con pazienza e indulgente severità, come a dire: “So già che combinerai un guaio, ma ti resterò accanto”.
Pongo, che la segue con la sua energia instancabile, pronto a piegarsi a quella calma regale che lo completa.
E così, giorno dopo giorno, la principessa e il giullare diventano un’unica storia, un inno alla convivenza delle differenze, al miracolo semplice dell’appartenersi senza somigliarsi. Perché la vita non chiede uniformità, chiede incastri. E Chiara e Pongo lo sanno bene.
Lei è il pensiero che resta, lui è il gesto che scatta.
Lei è la pausa, lui è l’urgenza.
Eppure, nella stessa fotografia, si scoprono inseparabili: due gioielli diversi nella forma, ma identici nel valore.
E forse un giorno, quando di loro rimarrà solo una foto o un ricordo raccontato sottovoce, ci accorgeremo che la loro diversità era in realtà la più grande lezione d’amore. Non serve assomigliarsi per restare uniti. Basta scegliersi, ogni giorno, fino alla fine.
Scrivimi
A volte si legge una pagina e viene voglia di rispondere, raccontare un pensiero, condividere un ricordo, dire semplicemente «questa cosa la conosco anch’io».
Se ti è successo qui, puoi scrivermi. Leggo tutto, con attenzione.

