Era il mio posto sicuro, dove niente entra, ma nessuno esce.
È così che ho costruito la mia gabbia.
Anni senza battiti nè note, rumorosi solo di ricordi che hanno tracciato una strada sulla quale adesso non voglio più camminare.
È vuoto, è solitudine è… niente.
È il niente che ho voluto per non sentire ancora.
L’anima non la zittisci con la forza, è furba lei, ha pazienza, sa aspettare.
Rimane in silenzio fino a quando, anche per un solo istante, perdi l’equilibrio … Un solo fottutissimo istante!
È in quel momento che irrompe.
Improvvisa, potente, impietosa, ti chiede il conto del suo silenzio.
Scrivimi
A volte si legge una pagina e viene voglia di rispondere, raccontare un pensiero, condividere un ricordo, dire semplicemente «questa cosa la conosco anch’io».
Se ti è successo qui, puoi scrivermi. Leggo tutto, con attenzione.

