Skip to content Skip to footer

Oggi è il tuo compleanno e dovrei avere pensieri dolci, dovrei alzare gli occhi e rivolgermi a te dicendoti auguri mamma.

Invece ti penso come si pensa a una casa in cui si è vissuto a lungo senza riuscire a sentirsi davvero al sicuro, conoscendone ogni stanza, ogni rumore, ogni angolo, eppure senza avere un posto preciso in cui tornare con tenerezza.

Con te il dolore ha avuto una forma strana. Non è stato soltanto perderti, ma accorgermi che tra tutto quello che avevamo vissuto insieme c’era così poco da salvare senza farsi male ancora.

Per molto tempo mi è sembrato questo il punto più feroce, avere avuto una madre, averci condiviso anni, tavole, giornate intere, e ritrovarmi comunque senza un ricordo capace di consolarmi davvero.

Poi gli anni hanno spostato qualcosa dentro di me.

Ho cominciato a pensarti prima di me, prima del nostro rapporto, prima ancora della parola madre. Ho provato a immaginare quale dolore ti fosse arrivato addosso abbastanza presto da insegnarti a restituirlo così, duro, senza pietà.

Non so se sia la verità, questo non lo saprò mai.

So che da quando riesco a pensarlo, il mio dolore ha cambiato peso. C’è ancora, però ha smesso di essere soltanto contro di te.

Oggi non ho un ricordo dolce da offrire al tuo compleanno, solo la possibilità di guardarti senza chiederti più ciò che non hai saputo darmi e lasciare finalmente che il tuo dolore resti tuo e il mio resti mio.

E’ questa la pace che ci è rimasta.

SE QUALCOSA DI QUESTE PAGINE TI HA TOCCATO

Scrivimi

 

A volte si legge una pagina e viene voglia di rispondere, raccontare un pensiero, condividere un ricordo, dire semplicemente «questa cosa la conosco anch’io».
Se ti è successo qui, puoi scrivermi. Leggo tutto, con attenzione.




    Leave a comment