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Ogni dolore ha un volto che conosco

Ogni volta che vedo una foto così, penso a Chiara, la mia cagnolina.

Penso a lei legata a quel bidone, con lo stesso sguardo terrorizzato, in attesa di un’umanità che spesso arriva troppo tardi. Penso a come sarebbe stata la sua paura, il suo respiro corto, il battito impazzito di chi non capisce perché è stato lasciato solo.

E succede ogni volta.

Quando vedo un bambino abbandonato, penso a mio figlio  nei panni di quel piccolo corpo spaesato, che aspetta solo uno sguardo che lo riconosca.

Quando sento la sirena dell’ambulanza o leggo di un ragazzo che ha perso la vita su una strada, penso a lui e il cuore mi si stringe come se fosse lui davvero.

Forse si chiama empatia, forse è solo amore che ha messo radici troppo profonde per restare chiuso tra le mura di casa. Quando ami qualcuno con tutto ciò che sei, inizi a vedere quella stessa vita ovunque, in ogni creatura indifesa, in ogni storia spezzata, in ogni sguardo che chiede aiuto senza parlare ed è in quei momenti che capisci che non serve conoscere per sentire.

Basta riconoscere, basta aver amato davvero.

Perché se ami davvero, non riesci più a girarti dall’altra parte.

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Se ti è successo qui, puoi scrivermi. Leggo tutto, con attenzione.




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