Le cose importanti non fanno rumore, non indossano abiti firmati e non bussano forte. Sono le risate che non ho fotografato e che, chissà come, continuano a risuonarmi dentro; le parole dette a bassa voce, quelle che non ho mai avuto il coraggio di scrivere e che ho pensato mille volte, magari sempre nello stesso modo, magari sempre rivolte alla stessa persona. Sono gli abbracci dati senza secondi fini, i silenzi condivisi senza disagio, i “ci sono” mai pronunciati eppure dimostrati in quei piccoli gesti che, quando tornano alla memoria, riescono ancora a commuovermi.
Poi passano gli anni, accadono cose, perdo qualcosa, trovo altro, e a un certo punto mi accorgo che della gara non mi importa più. Voglio soltanto non essermi persa per strada, voglio sapere di essere rimasta fedele a quello che sono anche quando la vita mi ha chiesto di piegarmi, di rinunciare, di stringere i denti mentre nessuno guardava, e voglio poter riconoscere la donna che sono diventata senza provare il bisogno di rinnegare quella che ero.
E allora faccio bilanci, quelli veri, non di numeri ma di verità. Mi chiedo se ho vissuto abbastanza bene da riuscire a guardarmi allo specchio senza abbassare gli occhi, se ho scelto l’amore anche quando era scomodo, se ho detto “mi dispiace” abbastanza presto e “ti voglio bene” abbastanza spesso, se ho saputo restare quando restare aveva ancora un senso e andarmene quando continuare avrebbe significato perdere me stessa.
Con il tempo molte cose cambiano misura. Quello che sembrava enorme si riduce, quello che avevo attraversato distrattamente acquista un peso diverso, e adesso so che vivere bene ha molto meno a che fare con quanto ho ottenuto e molto di più con quello che sono riuscita a non perdere di me mentre cercavo di arrivarci.
E se oggi mi rimane qualcosa da aggiustare, qualcosa da dire, qualcuno da amare, una porta alla quale bussare o una mano che avrei dovuto stringere un po’ più forte, lo faccio.
Perché adesso so quanto vale una presenza, quanto pesa un’assenza e quanto poco serve, a volte, per evitare che una cosa importante diventi soltanto un ricordo.
Scrivimi
A volte si legge una pagina e viene voglia di rispondere, raccontare un pensiero, condividere un ricordo, dire semplicemente «questa cosa la conosco anch’io».
Se ti è successo qui, puoi scrivermi. Leggo tutto, con attenzione.

